Luglio 11, 2026

 

Il Primicerio don Michele Paesano ci fa sapere che la statua di San Vito fu portata per la prima volta nella chiesa Collegiata di Santa Maria della Pietà per la prima volta nel 1799, in occasione della grande siccità di quell’anno. Prima di tale data la festa di San Vito non si era mai celebrata ad Eboli. Infatti, “per antico costume il 15 giugno si celebrava nella cappella della Piana. E in tale occasione tutti i rivenditori di Eboli, il giorno 14 si recavano nella predetta cappella, ove vi era anche il concorso dei vicini foresi, i quali dopo la cennata festività si preparavano alla raccolta dei frutti della terra”. Fu proprio in occasione della citata processione di penitenza del 1799, che si cominciò ad avere per San Vito un maggiore culto nel centro cittadino. E poiché non v’era in Eboli un simulacro del santo, fu deciso di averne uno. Con le offerte di tutti i cittadini, nel 1799, fu acquistata una nuova statua di San Vito, che si decise tenere perennemente nella chiesa di San Maria della Pietà. La statua fu benedetta nel 1800 e, poiché era di fattura minuta, fu dal popolo chiamata San Vitillo per distinguerla dall’altra che è in stile bizantino e fu eseguito verso la fine del XIV secolo. Volendo istituire la festa stabilì che ogni anno, poco prima del 15 giugno, la statua di San Vito dalla sua cappella presso il Sele venisse portata ad Eboli per i festeggiamenti . Il giorno 14 giugno, la statua doveva tornare alla sua romita chiesetta, per i festeggiamenti che ivi avevano luogo il giorno del santo. Questa doppia festa durò fino al 1880. E proprio in quell’anno l’arcivescovo di Salerno, Mons. Valerio Laspro modificò il programma. Stabilì che i festeggiamenti si tenessero il giorno 15 ad Eboli e, la domenica successiva la statua si dovesse riportare alla sua cappella, per dar modo agli abitanti della zona di concorrere alla festa che  si celebrava indetto giorno. Per tal fatto si stabilì che la statua di San Vito dovesse soggiornare per sei mesi nella cappella presso il Sele e per gli altri sei mesi nella  chiesa di Santa Maria della Pietà. Perciò la domenica prima di Natale, un gruppo di fedeli, prima dell’alba, si recava alla Piana, per prelevare la statua e portarla ad Eboli. San Vito arrivava in città verso le undici, accolto dal popolo dei fedeli e dall’intero clero ebolitano. Questo ritorno era detta di “gloria” per distinguerlo da altro eventuale ritorno che era detto di “penitenza”. Il ritorno alla cappella della Piana, dopo i festeggiamenti, era una vera e propria processione. Si fermava lungo la strada in una masseria dell’acquarita per assistere ad una piccola rappresentazione: la lotta dell’angelo contro il diavolo, col malvagio che soccombeva, e mentre il diavolo finiva a terra, l’angelo andava su issato con funi.