Settembre 7, 2026

Ad Eboli, la devozione per San Rocco è molto forte. Il santo è considerato un protettore minore della città. La sua leggenda è ricca di mistero e carità. 

Ecco la storia e la leggenda del Santo:

Nato in Francia, Rocco diventò pellegrino dopo aver donato tutti i suoi beni ai poveri. Durante il viaggio in Italia, si dedicò ad aiutare i malati di peste. La leggenda narra che lui stesso contrasse la malattia e si ritirò in una grotta per non contagiare nessuno. Lì venne salvato da un cane, che ogni giorno gli rubava un pezzo di pane dal tavolo del padrone e glielo portava, leccandogli le ferite per farlo guarire.
Scambiato per una spia a causa dei suoi vestiti logori, Rocco fu imprigionato per cinque anni. Morì in carcere. Accanto al suo corpo fu trovata una tavoletta che diceva: “Chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello”.
In passato, ad Eboli e in molti altri centri della Campania, il culto di San Rocco divenne fondamentale durante le terribili epidemie di peste che colpirono il Sud Italia. La popolazione si affidò a lui per chiedere la guarigione e la fine del contagio.

 In diverse località (come a Gioiosa Ionica nel 1852), si narra che la sua statua abbia “sudato” per proteggere i fedeli da calamità naturali o epidemie

 Molte comunità locali, come a Ruvo del Monte, attribuiscono al santo il miracolo di aver allontanato violenti temporali durante le sue processioni.

 San Rocco risana gli appestati-Tintoretto.