Eboli fu anche la patria di fra’ Agostino dei Cupiti dei Minori Osservanti, teologo, poeta, scrittore, gran predicatore e allievo prediletto del Panigarola. Padre Agostino de’ Cupiti nacque ad Eboli nel 1550 da nobile famiglia esistita fino alla fine del XVII sec. Da giovane si convertì alla religione di San Francesco, vestendo l’abito fra i Minori Osservanti, il 4 maggio del 1568.
Nell’Ordine studiò come tutti gli altri religiosi, le scienze filosofiche e le teologiche con i primi rudimenti dell’eloquenza italiana; veniva nominato a quel tempo teologo e predicatore esimio. In un registro della provincia degli Osservanti di Principato Citra si legge che per un periodo sostenne anche la carica di Diffinitore (1594). Coltivò la volgare poesia, e si rese celebre in Italia anche prima della pubblicazione delle sue opere. Nel 1586 venne ascritto con sommo onore all’Accademia Fiorentina. Il suo elogio si trova dopo quello di Papa Urbano VIII e di Monsignor Cosimo dei Conti della Gherardesca, vescovo di Colle. Il compilatore di detto elogio ci fa sapere che “Fra Agostino” predicò con molto grido, onde Camillo Pellegrino, poeta fiorentino gli dedicò un sonetto che è impresso tra gli altri suoi, dati in luce dall’Ammirato (carta 101).
Agostino de’ Cupiti, all’età di 68 anni, dopo aver fatto edificare il 24 maggio 1595 (posa della prima pietra) con le elemosine dei fedeli a lui devoti, la chiesa dell’Ospedaletto di Napoli; dove si rileva che nel 1600 all’inaugurazione vi fece la sua sesta predica. Morì la notte del 10 gennaio del 1618 nel convento da lui eretto. Da un necrologio della provincia degli Osservanti di Principato Citra si può certificare la sua grandezza. Nella chiesa da lui voluta gli fu eretto un monumento. La lapide che lo ricorda fu dettata da Padre: Reale Professore, Niccola Columella Onorati.

