Da una relazione della prima metà del 1500 si legge, esiste una piccola chiesa fuori le mura della terra di Evoli, su una piccola collina, sotto il titolo di Santa Croce. E’ la stessa cappella che oggi, in località Santa Croce, viene comunemente chiamata “Santa Lena”(Elena). Un tempo, era meta di una importante processione. Per antichissima consuetudine, la domenica delle palme, il primicerio ed i canonici della Collegiata, vi si recavano con gran seguito di popolo. La processione partiva dalla chiesa di Santa Maria della Pietà con il primicerio in testa, vestito di piviale. Dietro di lui procedevano tutti i canonici. Attraverso la porta del Borgo la processione usciva fuori le mura della città, per portarsi alla chiesetta predetta. Non si sa perché e quando la chiesa di Santa Croce fu chiamata Santa Elena(Santa Lena nel dialetto ebolitano). Attualmente la chiesa predetta è in buone condizioni e ben tenuta. Vi sono in essa tre altari, uno centrale su cui vi è la statua di Santa Elena che regge la croce e due laterali. Su uno di questi vi è un quadro che rappresenta il Buon Ladrone, crocifisso con Gesù Cristo, mentre viene deposto dalla croce. Il Buon Ladrone viene venerato sotto il nome di San Disma e commemorato il 25 marzo.
Sant’Elena (Flavia Giulia Elena, c. 248-329), madre dell’imperatore Costantino, è venerata come la protettrice dei fabbricanti di chiodi e di aghi. È universalmente invocata per ritrovare oggetti smarriti e considerata la santa protettrice degli archeologi per aver rinvenuto la Vera Croce in Terra Santa. La tradizione è legata alla sua ricerca storica della Croce. Per aver guidato gli scavi a Gerusalemme (ritrovamento del Santo Sepolcro e della Croce). Legato alla leggenda del ritrovamento dei Sacri Chiodi. È patrona di Pesaro, Ascoli Piceno e Quartu Sant’Elena (CA).La Chiesa latina la celebra il 18 agosto, mentre quella greca il 21 maggio.

