Luglio 11, 2026

La notte di San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno) ad Eboli è intrisa di leggende e tradizioni popolari, tra le quali spicca la suggestiva credenza della “Trave di Fuoco” (‘a trave ‘e fuoco).

Secondo la tradizione locale, durante la notte più breve dell’anno, tra il 23 e il 24 giugno, si credeva che due esseri mostruosi volassero nel cielo, trasportando una gigantesca trave infuocata diretta verso il paese di Eboli.

 Questa apparizione è spesso legata a racconti demoniaci o presagi, talvolta interpretati come il passaggio delle streghe. La tradizione voleva che ci si difendesse da queste presenze facendo rumore o accendendo falò.

 Di questo evento non si trova alcun documento, né è stato riportato dalle antiche cronache locali; tuttavia quello di una trave o colonna di fuoco che avrebbe minacciato di distruggere un centro abitato, il che fa supporre a una meteora che avrebbe solcato i cieli e si sarebbe poi frantumata sulla terra, alimentando così la fantasia popolare. Possibile, inoltre, che questo fenomeno si fosse verificato nottetempo e non in pieno giorno, come riportato in questo breve racconto leggendario sopravvissuto nei ricordi dei più vecchi.

 Sin dalle prime ore del mattino i contadini s’erano partiti da casa per il loro lavoro nei campi; altri uomini erano affaccendati a sbrigare i loro affari; le donne, invece, avevano preso i cesti colmi di panni da lavare e, a gruppi, seguite dai loro bambini, s’erano portate lungo i bordi del Tufara. I bambini, ora, lasciati liberi, si rincorrevano gioiosamente tra le macchie di arbusti, mentre le donne, chi canticchiando, chi chiacchierando e ridacchiando, si davano da fare a sciacquare e risciacquare le loro cose con movimenti esperti di braccia e di reni.
C’era brusio e un correre festoso da una parte, e un rituale affaccendarsi dall’altra. Poi, qualcuno all’improvviso gridò. I bambini smisero di rincorrersi e puntarono i loro occhi in cielo; le donne interruppero il loro lavoro e accorsero presso i figli, preoccupate, cercando di spiegarsi cosa fosse successo. Cos’era successo? Sospesi in aria erano comparsi due esseri mostruosi che avanzavano in direzione del paese, reggendo una lunghissima trave di fuoco. Sembrava evidente che quei due demoni avessero l’intenzione di distruggere la cittadina di Eboli.
Ci fu un fuggi fuggi generale. La notizia si sparse ben presto, gli uomini lasciarono le loro occupazioni e s’affrettarono e rientrare in paese. Tutti gli occhi erano puntati su quella trave che già si abbassava minacciosamente sui tetti delle prime case. Si comprese che bisognava agire subito o sarebbe stata la distruzione. Ma cosa fare? Soltanto un miracolo avrebbe potuto salvare la cittadina e i suoi abitanti.
Le donne e i bambini pregavano e piangevano, pregavano gli uomini: tutti pregavano e invocavano soccorso dal Cielo. E l’Onnipotente Iddio, accogliendo quelle preci dettate da cuori semplici e ferventi, inviò in soccorso del popolo ebolitano i Santi Berniero, Vito e Antonio, secolari protettori di Eboli, i quali, con grossi bastoni scintillanti, misero in fuga i due demoni.
Si racconta che nella precipitosa fuga questi ultimi lasciassero cadere la trave infuocata in un laghetto che il piccolo corso del Tufara forma.
Le forze del Bene avevano trionfato su quelle del Male, e a
ncora una volta il popolo d’Eboli aveva dato a vedere quanto confidasse nella Provvidenza divina.