Secondo una leggenda, presso la chiesetta di San Pietro a Toro, nei pressi del fiume Sele. Si dice costruita da San Berniero nella quale visse e morì. Mentre San Berniero era ancora vivente, furono intrapresi i lavori per la costruzione di un ponte sul fiume Sele. Ma l’opera procedeva a rilento per i frequenti crolli della muratura, tanto che il popolo cominciò ad attribuire la causa all’intervento di potenze malefiche. La leggenda continua col dire che, solo dopo le preghiere di San Berniero, l’opera di costruzione prosegui senza intoppi, fino al compimento dei lavori. L’ esistenza di questo ponte è storicamente certa; su di esso passava la strada che collegava Eboli con Altavilla e Albanella, attraverso i boschi di Persano. Di questa chiesa e della sua corte di masserie sparse intorno, si fa spesso cenno anche in documenti redari in tempi a noi vicini.
La sua santità si rivelò un giorno in cui, per un povero, che non aveva né fuoco né legna, fece cuocere miracolosamente dei pani.
Ormai vecchio, si adoperò per la ricostruzione della Badia di san Pietro Alli Marmi, donò opera morale e materiale confondendosi con i muratori ed i marmorali, dando prova della sua qualità di costruttore.
Il 16 ottobre 1554 vennero ritrovate le spoglie di San Berniero e nella stessa giornata, dopo mesi di siccità, cominciò lungamente a piovere. Per questo episodio, gli ebolitani lo elevarono a compatrono insieme a san Vito, e lo invocavano per le malattie spirituali e le possessioni demoniache. All’indomani dell’evento la Sacra Congregazione dei Riti, con decreto del 18 maggio 1602, approvò l’Ufficio da recitarsi dal clero di Eboli.

