Gennaio 21, 2026

“…..Stasera 26 luglio 1943- Urla di sirene nell’aria sotto il cielo senza luna e rombo di pesanti apparecchi. Io scrivo ricordi, impressioni arretrati e la mano corre su questo foglio sotto la forte lampada elettrica. I miei sono tutti alla finestra. Sento gli apparecchi correre rombando sulla mia testa, li odo ronzare, girare, allontanarsi, tornare. Odo qualche scoppio lontano. Mi chiamano, corro anch’io alla finestra. Fuochi nell’aria, razzi lontani illuminano gli uccelli della morte. Mi allontano per scrivere. Ma d’improvviso sussulto, odo la voce di mio cognato. Giù presto al ricovero! E grida, urla, fuori…. Subito andiamo, il razzo si è aperto sul castello…. Il fiore maledetto, il fiore d’inferno s’è aperto sul nostro cielo, la luce spettrale, cerca indaga, vuol cogliere l’obbiettivo, su cui far cadere i suoi ordigni di distruzione e di morte….Entro nel ricovero affollato, ove nella penombra mi pare di percepire il tremito pauroso di quelle anime più che le loro invocazioni, i loro pianti….Viviamo attimi terribili di attesa, s’ode il va e vieni degli apparecchi, mentre io guardo da un finestrino la luce crudele, spettrale che illumina il cortile. Poi uno schianto, vicinissimo, ed è istintivo in tutto quello stringere di spalle, quel curvarsi, come se ci fosse di sopra. C’è una ragazza che strilla che invoca la madre, che non sa dove sia….Attimi angosciosi. Poi il fiore di fuoco chiude i suoi petali e si spegne nella notte….Attimi di attesa. I velivoli filano diritti, si perdono lontano. Ora si parla, si hanno notizie, vi sono morti e cinque feriti. Bombe sono cadute sul mercato, razzi sul convento, nei giardini verso l’Ospedale….

DAL DIARIO DI UN ANONIMO