Il Consiglio Comunale di Eboli presieduto dal Sindaco Antonio La Francesca, con deliberazione dell’8 agosto 1880, affidò all’ ing. Cerchia l’incarico di eseguire il progetto di adattamento dell’ex convento S. Antonio a sede della Scuola Agraria che l’Amministrazione intende impiantarvi. Il Consiglio Comunale si riunì nuovamente il nove ottobre di quell’anno e decise di accogliere il progetto, di concedere l’ex casa monastica alla istituenda Scuola Agraria insieme al podere attiguo, di circa tre ettari, e a quella parte di orti comunali situati all’ingresso del paese. Decise anche di concedere alla scuola un contributo annuale per il suo mantenimento, di chiedere un generoso contributo alla Provincia e al Governo per dare gli opportuni indirizzi e suggerimenti. La scuola fu aperta il 13 luglio 1883 e intitolata a Guglielmo Gasparrini, illustre biologo della vicina Castelgrande, in provincia di Potenza. L’azienda agraria fu dotata di cinque tipi o di aratri importati dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra, adatti a vari tipi di terreno e in grado di eseguire diversi di lavorazione: una vera innovazione apprezzata e determinante per l’agricoltura della Piana, in cui si adoperavano ancora aratri con struttura di legno e vomere metallici insieme ai vecchi e inefficienti aratri prussiani. Con questi nuovi aratri, piccoli e maneggevoli, adatti alla trazione animale, presentati agli agricoltori in varie esposizioni dalla Società Economica, furono messi a colture molte centinaia di ettari di terre sottraendole all’acquitrinio e alla boscaglia. Agli aratri furono aggiunti vari attrezzi da caseificio, strumenti per l’agrimensura, all’allevamento di animali e l’allevamento di bachi da seta. Il podere, anno per anno, assume sempre più l’assetto di un’azienda modello a netta vocazione sperimentale, dimostrativa e didattica. La scuola rappresentò un punto di riferimento per gli agricoltori della Piana, perché vi trovavano applicate quelle tecniche colturali e gestionali innovative che modificarono profondamente il loro modo di condurre le aziende.

