Febbraio 16, 2026

  E’ una farsa accompagnata dalla musica, che si recita e, qualche volta si recita ancora, ad Eboli, nell’ultimo giorno di Carnevale. Sei i personaggi che vi agiscono: quattro uomini e due donne, cioè don Annibale, aspirante alla mano di Giulietta; Giulietta, figlia di zio Aniello; il dottore, medico di tutti i mali; zio Aniello, padre di Giulietta; Carolina, serva del dottore; Pulcinella, amoroso di carolina. I personaggi di Giulietta e Carolina sono stati finora interpretati da uomini, in quanto non era nemmeno da sognare che delle ragazze potessero prendere parte alla farsa. La trama è semplice. Giulietta, innamorata follemente di don Annibale, si rivolge ad dottore perché le dia un rimedio capace di calmarla. Il dottore, che intuisce l’origine del male, prescrive la cura: fa chiamare zio Aniello, padre della ragazza e don Annibale e combina il matrimonio. Ma anche Carolina soffre lo stesso male di Giulietta. Ella ama ed è riamata da Pulcinella, il quale chiede al dottore di poterla sposare. Questi dapprima si irrita, ma poi consente che i due si sposino. La farsa ”Don Annibale” non aveva un testo scritto, perché si tramandava a memoria e la popolazione di Eboli, che l’aveva sentita tante volte, ormai la conosceva in tutte le sue parti. Negli anni settanta si pensò di scriverla. La si chiese a Vito Dianese, uno degli attori che aveva recitata molte volte, al Dianese, che si era trasferito nel Trentino Alto Adige per lavoro, basandosi sui suoi ricordi. Sempre negli anni settanta, resosi pubblico il testo scritto, si riprese a recitare non solo ad Eboli ma anche in altre città.