La leggenda di Santa Caterina D’Alessandria narra la vita e il martirio di una giovane nobile ed erudita vissuta in Egitto all’inizio del IV secolo.
Nata ad Alessandria d’Egitto da una famiglia nobile, possedeva una bellezza straordinaria e una cultura eccezionale. A diciotto anni, durante una festa pagana ordinata dall’imperatore (Massenzio o Massimino Daia), rifiutò di adorare gli idoli.
Invitò l’imperatore a riconoscere Cristo e sconfisse in un dibattito pubblico i filosofi convocati per farla ricredere. I filosofi, convertiti dalla sua sapienza, furono condannati al rogo. L’imperatore cercò di sedurla con promesse di ricchezze e nozze, ma Caterina rispose di essersi consacrata a Cristo. Fu quindi imprigionata e nutrita miracolosamente da un colombo. Fu condannata a essere stritolata da una macchina con ruote chiodate, ma un angelo distrusse lo strumento di tortura salvandola.
Condannata a morte, fu decapitata. Dal suo collo, anziché sangue, sgorgò latte, simbolo della sua estrema purezza. Gli angeli trasportarono il suo corpo sul Monte Sinai, dove sorge il monastero a lei dedicato.

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