Distinta famiglia che nel secolo XVI dimora a Eboli. Sette componenti di questa famiglia chiesero di farsi sacerdoti, un altro fu sindaco di Eboli, un altro esercitò la professione di notaio. La famiglia acquistò nel 1742, dai Padri Osservanti del monastero della Santissima Trinità di Eboli, l’altare con relativa sepoltura dedicato a San Michele Arcangelo.

