Nacque in Eboli il 26 Novembre del 1874 da genitori di umili origini, Tommaso Cuomo e Beatrice Sabatelli, che non poterono offrigli l’istruzione scolastica che meritava il suo ingegno precoce. Autodidatta completò il suo sapere con la lettura: la biblioteca ebolitana dell’Istituto Educativo di don Michele Mauro fu il suo ateneo. Talento culturale, fu accolto nel seminario di Salerno e a 21 anni chiese di poter essere ammesso al sacerdozio. Effettuò gli esercizi spirituali nella Badia di San Pietro Apostolo in Eboli, ma non fu mai ordinato sacerdote. Si pensa a causa del Sacro Patrimonio che la chiesa richiedeva e che il Cuomo non poteva permettersi. Nel 1896 compose il poema lirico drammatico Pergolesi , di cui riuscì a pubblicare, a sue spese, solo il preludio e il primo canto, nonostante l’interessamento di don Paolo Vocca. Gli anni 1900 e 1901 riservano al Cuomo periodi angusti funestati dalla morte di consanguinei. Uscì dalla grave afflizione grazie al Fogazzaro a cui dedicò poi le Odi Mistiche. Spinto anche da queste angustie e trovare sostentamento emigrò in Francia. Qui, per mantenersi, insegnò in scuole serali, e per arrotondare suonava nei bistrot. Non mancarono versi, di propria mano, pervasi di nostalgia per la terra natia: Anime Errante, dato alle stampe nel 1906. Troppo dura la lontananza e la malinconia gli rodeva l’animo. Dopo tre anni tornò nella sua amata Eboli, nel suo borgo natio. Visse quasi in povertà con la sorella nell’umile casa paterna. Durante i bombardamenti del 1943 fu distrutta la casa del Cuomo. Fu distrutta insieme alla sua produzione (circa duemila opere letterarie e musicali, oltre settemila volumi della sua biblioteca). La rinascita de” Il Miglioramento” 1904, periodico lo vede impegnato come redattore. Con i proventi dell’insegnamento e delle prestazioni da organista stampava, man mano, i canti dei Parvulae che poi distribuiva a chi richiedeva la sua opera di poeta. Chi lo ha conosciuto lo dice uomo dolce, mite e dignitoso nella sua povertà, pronto ai versi anche nel quotidiano. Mori ad Eboli il 10 giugno 1957. Una folla immensa accompagnò il suo feretro al suo ultimo domicilio.

